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Mbstampa s.r.l. - Copisteria, TipografiaTimbrificio e Web designer

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Con oltre 30 anni di esperienza nel settore, la mbstampa è oggi in grado di fornire ai propri clienti le migliori soluzioni di stampa e comunicazione aziendale, rivolgendo i propri servizi in particolare alla piccola e media impresa: offrendo contemporaneamente servizi di stampa tipografica, offset e stampa digitale in grado di offrire, con costi competitivi, il migliore risultato nello sviluppo dell’immagine coordinata aziendale, realizzando una vasta gamma di prodotti di stampa.

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Based on 10 reviews
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Giorgio Divizia
Giorgio Divizia
14:55 19 Oct 17
molto disponibili e bravi
Anita Baldini
Anita Baldini
09:26 02 Aug 16
Ottima tipografia e copisteria sempre disponibili e gentili.
Teresa BB
Teresa BB
06:52 29 Jun 14
Ho stampato qui delle tele bellssime, veloce e eccellente.Lo consiglio!!!
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COSA FACCIAMO

Con oltre 30 anni di esperienza nel settore, la MB Stampa è oggi in grado di fornire ai propri clienti le migliori soluzioni di stampa e comunicazione aziendale, rivolgendo i propri servizi in particolare alla piccola e media impresa: offrendo contemporaneamente servizi di stampa tipografica, offset e stampa digitale in grado di offrire,con costi competitivi, il migliore risultato nello sviluppo dell’immagine coordinata aziendale, realizzando una vasta gamma di prodotti di stampa.

Locandine
80%
Biglietti da visita
93%
Riviste
74%
Volantini
96%

FAQ

Può sembrare un dettaglio eppure il peso della carta usata per stampare fa la differenza. Quando si tocca con mano materiale pubblicitario questa differenza è palpabile. Un catalogo o una brochure non pesano quanto un volantino ad esempio.

La grammatura viene espressa come il rapporto tra il peso di un foglio in grammi e la sua superficie in metri quadrati.

Grammatura carta: errori da non fare e calcolo

Attenzione a non confondere la grammatura con lo spessore di un foglio o con la sua consistenza. Quest’ultima dipende dalla fibra di legno presente.

Quando si deve scegliere la grammatura per la stampa quindi la prima cosa che bisogna chiedersi è che tipo di documento occorre. Abbiamo visto che la normale carta per fotocopie in genere ha una grammatura di 80 gr/m2 .

Salendo di valore possiamo avere grammature di 90-100 gr/m2  mediamente per le carte da lettera, da 100 a 130 gr/m2  per le riviste e volantini, di 170 gr/m2  per cartoncini leggeri adatti alla stampa di brochure, 250-350 gr/m2  per stampa copertine etc.

Ma la scelta della grammatura giusta per un determinato tipo di documenti dipende anche dal tipo di carta. A parità di grammatura ad esempio un foglio lucido appare molto più flessibile mentre la carta opaca è più rigida.

Del resto ormai sul mercato i tipi di carta sono numerosi e danno vita ad effetti diversi: dal cartoncino ondulato all’effetto metallico passando per quello ecologico.

 

Vi è mai capitato di creare un’immagine al computer ma, una volta stampata, accorgervi che i colori stampati non erano vividi e brillanti come avreste voluto?

“Come mai i colori erano più belli sul mio monitor rispetto quelli stampati?”: per rispondere a questa domanda, molto comune tra chi ha la passione della grafica o la fotografia digitale, occorre chiarire la distinzione tra due metodi colore: RGB e CMYK e, dunque, su come vengono processati i colori in un monitor e in una stampante.

RGB

È l’acronimo per Red, Green e Blue (dall’inglese: rosso, verde e blu). Il “colore RGB” è una combinazione dei colori rosso verde e blu per formare i colori sullo schermo.

È un metodo di colore a 3 canali, infatti si parla di tricromia.

È di tipo additivo: si ottiene il colore sommando le luminosità di ogni colore base fino a ottenere il colore desiderato. In questo modo, la somma di 100% di rosso, 100% di verde e 100% di blu dà come risultato il bianco. Il metodo additivo si applica quando, partendo da uno sfondo nero, i colori sono generati da raggi di luce o da pixel luminosi, come nel caso di monitor e TV.

È utilizzato in prevalenza per la creazione di immagini rivolte al Web.

CMYK

È l’acronimo per Cyan, Magenta, Yellow e blacK (ciano, magenta, giallo e nero). Il nero è indicato con la lettera K, anziché la lettera B iniziale, nella traduzione inglese, è stata fatta per evitare confusioni con l’iniziale del colore Blue ed è dovuta al fatto che, nella stampa, si usa un procedimento di separazione dei colori per produrre tante diverse immagini quanti sono gli inchiostri usati.

È un metodo di colore a 4 canali, detto quadricromia.

A differenza del metodo RGB, si tratta di una tecnica di colore di tipo sottrattivo: il colore si ottiene dalla differenza delle luminosità di ogni colore. La somma di 100% di ciano, magenta e giallo non dà origine al nero, bensì al bistro, una tonalità di marrone. Ecco perché è stato aggiunto il nero: per ottenere il colore nero pieno nei processi di stampa, per aggiungere maggiore contrasto e percezione di profondità e, infine, per eliminare alcuni difetti dei pigmenti colorati.

È il modello di colore utilizzato dalle comuni stampanti.

È utilizzato in prevalenza per la tipografia.

La differenza fra CMYK ed RGB è quella tra due metodi diversi di calcolo del colore destinati a due diverse finalità, il web e la stampa. La gamma colori CMYK è minore rispetto a quella RGB, specialmente nelle tonalità brillanti, fluo e metalliche. L’RGB gestisce moltissimi colori che non esistono in CMYK: una conversione di un’immagine da RGB a CMYK, in presenza di determinati colori, dà un risultato di stampa normalmente più spento, le tonalità di colore su monitor cambiano notevolmente rispetto al risultato finale nella stampa. Quando si lavora per la stampa si dovrebbe utilizzare il metodo colore CMYK, possibilmente a 300 dpi di risoluzione. Nel processo inverso, le differenze sono quasi impercettibili.

Per definire aree con colori specifici, per stampare tonalità particolari e irriproducibili con il CMYK o per indicare successive lavorazioni dello stampato, come fustelle e vernici, si può far ricorso alle tinte piatte, i pantoni, che sono colori pieni.

In definitiva, è opportuno usare i due metodi di gestione del colore in situazioni ben precise, RGB per il web e CMYK per la stampa cartacea.

Le origini della carta sono molto lontane nel tempo, ma dal momento della sua invenzione è diventata il supporto privilegiato dall’uomo per fermare i suoi pensieri.
Nel corso dei secoli la sua produzione è stata perfezionata e oggi sappiamo che per ogni nostro progetto esiste la carta che non solo ne fissa i contenuti, ma li valorizza e incornicia.

Ogni carta ha quindi le sue caratteristiche e qualità, è come un universo a sé con le sue regole.
La grammatura è la più importante e stabilisce il peso di un foglio, ossia il suo spessore, anche se questo viene influenzato da altri fattori come la composizione e consistenza della fibra e il tipo di lavorazione. Altro elemento da considerare è la finitura, la qualità cioè che la contraddistingue esteticamente. Una carta può essere lucida o semilucida, opaca oppure satinata, marcata a feltro, vergata o goffrata.

Quali sono le tipologie di carta più apprezzate e utilizzate?

Scrivere un elenco esaustivo che racchiuda tutte le tipologie di carta è impensabile. Anche le caratteristiche sono difficili da inquadrare in una categoria ben precisa. Ma possiamo soffermarci su quelle più apprezzate e utilizzate:

  • Carta uso mano o da edizione
    È la carta naturale che non è stata lavorata con patinature. Può essere bianca, e avere diverse gradazioni, oppure avorio. È ideale per stampare molto testo, perchè presenta una superficie morbida e porosa che assorbe facilmente l’inchiostro. Per questo è usata per le pubblicazioni editoriali di ampia diffusione, i manuali tecnici d’uso e manutenzione, gli opuscoli informativi, la carta intestata e i block notes.
  • Carta patinata
    È la carta che ha subito un particolare trattamento di patinatura (coated paper) applicata in più strati su ogni lato del foglio, utile a rendere la superficie più liscia e ad esaltare la resa cromatica in fase di stampa.
    Grazie a questa patina superficiale, composta dalla combinazione di acqua, additivi, pigmenti e leviganti, si riduce la penetrazione dell’inchiostro nel foglio aumentando la nitidezza dell’immagine e la stabilità del colore nel tempo. Pertanto la carta patinata garantisce una migliore fedeltà nella riproduzione dei retini e nella definizione dei colori rispetto alla carta uso mano.
    La carta patinata può essere lucida (gloss), satinata (satin o silk) oppure opaca (matt). Ideale quindi per realizzare progetti con molte immagini come depliant, cataloghi e volantini, riviste illustrate, listini, inviti, calendari, biglietti da visita e altri materiali commerciali e pubblicitari.
  • Carta riciclata
    La carta riciclata è prodotta dal macero degli sfridi delle tipografie e dagli avanzi dei tagli delle stesse cartiere, usando fino al 50 -100% delle fibre di recupero. Il riutilizzo avviene dopo un particolare processo chimico che asporta gli inchiostri dalle fibre.
    Non deve essere confusa con la carta riciclabile, cioè quella che è possibile recuperare fino a sei volte dopo il suo utilizzo preservando le risorse naturali.
    La carta riciclata può essere uso mano (offset) oppure patinata e può avere un aspetto naturale, tendente al grigio, oppure un punto di bianco extra.
    Sfatiamo il mito della scarsa qualità di questo tipo di carta: la carta riciclata ha una qualità analoga alla carta di cellulosa vergine, oltre ad un impatto ambientale minore. Viene utilizzata per libri d’arte, bilanci istituzionali, cataloghi, cartoline, opuscoli e inviti.
  • Carta speciale
    La carta speciale è un supporto creativo che valorizza la comunicazione stampata grazie al suo particolare look.
    Può essere una carta colorata in massa, dalla superficie perlescente su entrambi i lati, metallizzata, ad effetto nuvolato,semi-trasparente (traslucida), in poliestere o in polietilene opaco.
    Ottime per realizzare copertine, packaging, inviti, biglietti da visita, cartelline e tutti i progetti grafici dove sia ricercata una sensazione di tecnicismo, modernità e design.
  • Carta marcata
    La carta marcata è una carta naturale non patinata, riconoscibile per il disegno in rilievo impresso sulla superficie (texture), che conferisce bellezza classica e superiorità comunicativa.
    La caratteristica essenziale di questa carta è l’unicità del disegno che ne determina la finitura – marcatura a feltro, vergatura, goffratura – nonché l’aspetto ruvido e materico al tatto.
    Sono utilizzate per combinare qualità visiva e piacere tattile, soprattutto per copertine di stampati commerciali ed editoriali, biglietti augurali, biglietti da visita, e inviti.
  • Carta adesiva e sintetica
    I supporti adesivi hanno un frontale che può essere in carta oppure in materiale sintetico, come ad esempio il poliestere, il polietilene e il polipropilene.
    L’adesivo è acrilico e aderisce a valori elevati di tack e adesività, e buone proprietà di trasformazione.
    Solitamente questo tipo di carta è utilizzata in ambito decorativo e promozionale e offre una grande resistenza e brillantezza. Tra gli usi: etichette multicolore, adesivi promozionali, stickers, rivestimenti per confezioni di giocattoli, bollini, etichette per contenitori di vetro o plastica.

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